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Agrelma: il web marketplace dei dolci e dei dolciumi (importatori, distributori e grossisti)Sono tanti i prodotti tradizionali che gli importatori, i distibutori e i grossisti di dolci possano trovare tra i cataloghi delle aziende presenti ad Agrelma (www.agrelma.com ). Il settore dei dolci offre diversi prodotti, gli importatori di dolci oltre l’eccellente qualità e la particolarità dei prodotti stessi incontrano anche le tradizioni regionali italiane. Biscotti, Colombe, Panettoni, Crostate, Torrone sono prelibatezze conosciute a tutto il mondo e di conseguenza richieste da tutti gli importatori di dolci. “La briochine est la meilleure”. Addentare una piccola brioche fragrante è il più goloso passaporto possibile per cominciare degnamente la nuova giornata. Non il più dietetico, non il più sano. Ma al mattino presto, la funzione consolatoria del cibo, la compressione dei tempi, la difficoltà di trovare un’ attraente colazione alternativa nei bar, portano diritte davanti al vassoio delle paste cresciute & sfogliate. Sarebbe tutto più facile, se fossero fatte come ai tempi di Toulouse-Lautrec: farina, burro, zucchero, uova, lievito, latte. Assemblaggio paziente, accurato, doratura d’ obbligo, consumo a temperatura tiepida. Brioche così prescindono dalla farcitura: crema, confettura, cioccolato diventano accessorie se non inutili, distraendo naso e papille dall’ avvolgente, aromatica fragranza della pasta lievitata. Non a caso, nelle degustazioni pasticcere, la prima a essere valutata è la brioche “vuota”. In più, lavorazione armoniosa, lievitazione lenta e ripetuta, materie prime di qualità, sono altrettante benemerenze alimentari che ne migliorando sensibilmente la digeribilità. Peccato che quasi tutte le brioche che addentiamo quotidianamente siano, come dire, di tutta altra pasta: abbondantemente farcite di chimica (tra acceleratori di lievitazione, conservanti e aromi che imitano penosamente i profumi degli ingredienti d’antàn), precotte, surgelate, scaldate malamente nei fornetti. La mangiamo per fame e per abitudine, inzuppata nel cappuccino d’ordinanza (connubio ad alto impatto epatico) o alternata ai sorsi bollenti di caffé. Ce la ritroviamo riassemblata pari pari nello stomaco, mattoncino untuoso che il fegato non gradisce per nulla. Eppure, otto italiani su dieci non sanno dirle di no. E forse proprio per la pochezza del guscio, guai se non troviamo la nostra preferita: davanti alla spianata delle brioche, vogliamo solo quella con la crema pasticcera. La farcitura alla marmellata ci fa orrore, il cioccolato è roba da bambini, vuota fa tristezza, non ce ne sarebbe una piccola? Poi ci sono le altre: il cornetto, amatissimo da Roma in giù, la veneziana, più sobria, la girella, che con il suo plus di uvette può essere piacevolmente addentata anche a merenda, o come dolcezza di fine pasto. Per fortuna, se Francia e Austria continuano a vantare il primato di bontà, con le loro viennoiseries burrose e irresistibili, qualcosa si muove anche in Italia. Proprio dalla Francia i bar di fascia alta importano brioche & croissant surgelati ma realizzati comme il faut, come si deve. Poi ci sono gli irriducibili delle paste lievitate, cocciuti propugnatori della ricetta originale, pronti a sfornare veri gioielli gourmand. |
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