|
Importatori di prodotti alimentari e vino: Acquistare direttamente in aziendaI ripetuti allarmi sulla sicurezza alimentare fanno salire ad oltre un miliardo il valore degli acquisti fatti direttamente nelle oltre 21.400 aziende agricole italiane che hanno deciso di aprire le porte aziendali agli importatori di prodotti alimentari per offrire direttamente i loro prodotti. E' quanto emerge da uno studio dell'Osservatorio Coldiretti sulle vendite dirette che evidenzia un fenomeno in rapida ascesa frutto che nasce dalla volontà di verificare personalmente qualità, genuinità, origine e tecnologie utilizzate per il vino che si porta in tavola. Acquistare direttamente in azienda - segnala www.agrelma.com - è una opportunità per gli importatori di prodotti alimentari, soprattutto di prodotti tipici, che possono così risparmiare e garantirsi acquisti sicuri e di qualità, ma anche una occasione per le imprese agricole che possono vendere senza intermediazioni e far conoscere direttamente le caratteristiche e il lavoro necessario per realizzare una specialità territoriale unica ed inimitabile. Il boom degli acquisti diretti, secondo l'esperienza dell' e-marketplace www.agrelma.com, nasce dalla necessità di superare dubbi e paure scaturite dai recenti scandali alimentari ma anche di garantirsi un prodotto genuino dopo che le recenti normative comunitarie ed europee hanno introdotto pratiche enologiche preoccupanti, è la scommessa da vincere nei confronti degli importatori di prodotti alimentari. Lo scorso anno l'Italia ha autorizzato l'arrivo sulle tavole del primo vino italiano invecchiato con la segatura anziché con la maturazione in botti di legno. Mentre la riforma europea del settore, realizzata con il voto favorevole dell'Italia, oltre ad aver consentito a i Paesi del Nord Europa di utilizzare lo zucchero senza alcuna informazione per i consumatori è arrivata addirittura ad autorizzare il vino senza uva. Il fermentato di lamponi e ribes messo in esposizione da una azienda ungherese e stato tra le curiosità maggiori dell'ultima edizione del Vinitaly. La sua commercializzazione è una sconfitta per il settore vitivinicolo nazionale che danneggia i produttori e i consumatori perchè alterna la natura stessa del vino che storicamente e tradizionalmente è solo quello interamente ottenuto dall'uva e apre anche la strada a rischi di truffe e sofisticazioni come la cronaca recente ha dimostrato. Una situazione aggravata anche dal via libera comunitario all'arrivo sul mercato di vini da tavola senza alcun legame territoriale che potranno riportare con grande evidenza in etichetta termini come Vernaccia, Prosecco, Aglianico, Sagrantino e Montepulciano, creando confusione con le prestigiose denominazioni di origine nazionali. |
|---|